Berlin Cabaret Show. Genesi di uno spettacolo.

Le artiste indipendenti dei Kabarett berlinesi

Nella Berlino della Repubblica di Weimar(1919-1933), i Kabarett non erano solo luoghi di intrattenimento, ma laboratori d’avanguardia artistica, sociale e politica. In questo contesto le donne giocarono un ruolo rivoluzionario: sovvertirono gli stereotipi di genere, sfidarono la censura e ridefinirono i concetti di sessualità, moda e performance art.

Tra le artiste dei kabarett berlinesi  spiccarono alcune figure iconiche, tra le quali: Claire Waldoff, Anita Berber, Marlene Dietrich, Margo Lion, Trude Hesterberg, Blandine Ebinger, Valeska Gert.

Se Claire Waldoff fu sfrontata e indiscussa regina del cabaret berlinese popolano, Anita Berber fu danzatrice e figura simbolo della decadenza di Weimar, esibendosi nuda e sovvertendo ogni convenzione borghese. 

Prima di conquistare Holliwood con L’angelo azzurro (1930), Marlene Dietrich si formò nei cori e nelle riviste di cabaret berlinese. La sua immagine androgina in smoking, cilindro e cravatta, nacque proprio sul palco dei cabaret, diventando il simbolo estetico dell’epoca.

Margo Lion , cantante e attrice di origine francese, incise il celebre duetto Wenn die  beste Freud in proprio con Marlene Dietrich, un brano carico di doppi sensi sull’ amicizia e sull’omosessualità.

Trude Hesterberg fondò e diresse un proprio teatro di cabaret, la Wilde Buhne ( Il palcoscenico selvaggio ), mentre Valeska Gert unì  parodia, danza grottesca e

satira sociale.

Dunque sui palchi dei Kabarett  si passava dalla commedia alla satira politica, ironizzando su omosessualità e  patriarcato e denunciando, sempre attraverso il sarcasmo, il disagio socioeconomico e l’ascesa al potere di Hitler, il quale veniva ridicolizzato e preso in giro.

Insomma, queste artiste rappresentano la figura della Neue Freu, La nuova donna: indipendente, anticonformista, con il capello corto, che fuma in pubblico e rivendica il controllo sul proprio corpo e sulla propria sessualità.

Erano numerosi i Cabaret a Berlino. Alcuni di essi erano molto in voga all’epoca e assai frequentati. Lo Schall und Rauch, ad esempio, era il tempio della satira politica e della parodia d’avanguardia. Il compositore Friedrich Hollaender, uno dei principali compositori berlinesi dell’epoca, vi si esibiva spesso.

Il Wilde Bhune era un cabaret letterario di ispirazione parigina, noto per aver lanciato giovani talenti, tra i quali Bertold Brecht.

Il Kadeko era il più frequentato dalla borghesia e dagli intellettuali e ospitava i migliori comici della città.

In città erano stati costruiti i Teatri di Rivista e alcune grandi Music Hall, veri e propri palazzi , come il Haus Vaterland, in grado di ospitare 8000 visitatori contemporaneamente. Ogni sala aveva un allestimento scenografico differente e ospitava orchestre e spettacoli dal vivo. Il Grobes Schauspielhaus ( grotta di stalattiti ), divenne la sede delle gigantesche riviste musicali dove debuttò L’angelo azzurro e dove si esibivano le celebri compagnie di ballo all’epoca.

La Kabarettmusic fu una sintesi geniale di Jazz americano, musica classica, operetta viennese , canzone di strada e cabaret politico. Tra i compositori più prolifici di questo genere furono Friedrich Hollaender, Mischa Spoliansky, Kurt Weill.

E proprio alla musica di Hollaender e Spoliansky è ispirato il Berlin Cabaret Show!

Ma di questo vi parlerò nel prossimo articolo…

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