Bio in pillole. Bluoltreluna

Bluoltreluna è un titolo quasi fatato, sognante, ma telegraficamente allusivo ad un mondo oltre la luna, pieno di speranza, assai meno cinico del nostro, più umano.

Questa canzone è nata ormai un anno e mezzo fa, in un pomeriggio uggioso e freddino di febbraio o forse marzo, non ricordo più. Una liberazione da un’accozzaglia di ansie e pensieri che mi attanagliavano da tempo e che si è trasformata in musica. L’ho registrata subito al pianoforte e ho girato il video ai miei colleghi del quartetto jazz, Tommi Sorba, Robi Chiriaco e Ale Romano. I ragazzi hanno accolto la proposta con entusiasmo, e non è scontato mai, e dopo poco tempo, il brano ha preso una direzione molto R&B, Jazz, come piace a me. Ad ottobre 2023 l’abbiamo presentata al Jazz Fest di Moncalieri. Una bella sorpresa avvertire l’entusiasmo del pubblico, indubbiamente educato al jazz e appassionato, ma io non do’ mai nulla per scontato. E fortunatamente riesco ancora a meravigliarmi se chi sta ascoltando la mia musica si emoziona.

Qualche mese dopo, giocando al pianoforte, è nata Suite Sweet, una successione di tre cellule melodico armoniche, che si intersecano e ritornano, con una coda finale. Ho sviluppato queste linee melodico armoniche dando vita a due canzoni, Wake Up e Tempo di primavera. Il modo maggiore è imperante, accordi di major seven, che amo tanto, si succedono e si intersecano in un bisogno impellente di trasmettere positività. Musicalmente avverto l’influenza degli Incognito, band pazzesca che tanto ho ascoltato nella mia giovinezza. Tempo di primavera è una sorta di bossanova molto open, un brano leggero, che suggerisce l’importanza di vivere il qui e ora in serenità. “Svegliati, apri i tuoi orizzonti, il mondo che hai intorno è meraviglioso, puoi immaginare, utilizza la tua immaginazione…” ” Vivi, vivi tutto” “E’ tempo di stare bene insieme…” Insomma, il messaggio è chiaro e pulito.

La suite continua e diventa quasi una colonna sonora; la linea melodica viene riproposta più volte dal piano, dal sax e dalla voce, che vocalizza soltanto, senza parole… Il tutto per esprimere un profondo desiderio che ci accomuna tutti. “Love me” Amami… Chi non desidera sentirsi amato…?

La coda che ne segue è un divertissement di Tommi al piano. Con la sua freschezza, Tommi ha illuminato il finale della suite, e noi lo abbiamo seguito a ruota in questo divertimento.

Abbiamo registrato tutto in un giorno di fine aprile. Il 30 aprile, per l’esattezza. La ricordo come una giornata di grande relax. Incredibile! Eppure abbiamo lavorato tantissimo. Però l’atmosfera che si è creata è stata davvero incredibile. Gianluigi Corvaglia ci ha regalato il suono del suo sax, l’eleganza dei suoi assoli e il suo entusiasmo.

Non paghi dei ben quindici minuti di Suite e di Bluoltreluna, abbiamo omaggiato Marvin Gaye interpretando la sua magnifica Inner City Blues, mantre in regia Francesco, il nostro fonico, ballava sulla sedia. E che soddisfazione vederti ballare, Fra’! Mentre scrivo questo articolo, sto riascoltando proprio Inner City blues, e ho voglia di danzare. Quindi hai ragione tu!

E’ un disco intriso di jazz, di blues, di soul, anche di pop. Al suo interno si ascoltano belle melodie, tanti assoli intriganti e si respira una bella energia.

Ah! Come in ogni bel disco non può mancare la Ghost Track… Vi anticipo soltanto che si tratta di un famoso standard jazz… E che uscirà un bel vinile, un doppio vinile… Perché doppio? Ve lo spiego nel prossimo articolo.

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