Let’s Rock’n Roll & Jump Blues

Quando Max Baj, grande chitarrista, fotografo e amico, mi propose di cantare negli “Honkers”, la sua band Blues e Jump, ne fui stupita e allo stesso tempo lusingata. Fino ad allora avevo militato nel mondo della musica indie italiana, avevo il mio quartetto jazz e già una grande passione per le grandi cantautrici americane, Carol King, Rickie Lee Jones, Sheryl Crow e l’amore infinito per Tina Turner e Ella Fitzgerald. Ma cantare il Blues era un’altra storia. Avvicinarmi a Ruth Brown, Varetta Dillard, Joe Liggins, Floyd Dixon, Ella Mae Mors, Annie Laurie e poi Etta James e Ray Charles e molti altri interpreti del Jump blues, fu un salto musicale pazzesco per me. Il 2015 fu l’anno della mia iniziazione al mondo degli “Honkers”, degli Starnazzatori, come venivano volgarmente definiti, un mondo divertente, pieno di energia, di giri blues, di improvvisazione di fiati, armonica a bocca, chitarre. Il jump è uno stile nato intorno alla metà degli anni ’40, influenzato dal Jazz, ma intriso di blues, può essere definito il precursore del Rhythm’ Blues e del Rock’n Roll. Una musica saltellante, che fa ballare! Ed in effetti, ai nostri concerti non mancavano mai i ballerini di boogie, swing e rock’nroll. Era sempre una grande festa! Ricordo di essermi messa a studiare con impegno tutto il repertorio, che non conoscevo fino ad allora, al quale mi appassionai immediatamente!

E proprio nel 2015 partecipammo al Summer Jamboree, il Festival di Musica Americana anni Quaranta e Cinquanta per eccellenza. Si svolge a Senigallia, nelle Marche, ormai da parecchi anni. Ricordo di aver vissuto per alcuni giorni immersa realmente nella moda e nel mondo americano di quell’epoca. Come in un film.

Suonammo su un palco piuttosto grande, con centinaia di ballerini appassionati che danzarono per tutta la durata dello spettacolo. Fu nostro ospite Jackson Sloan, uno storico cantante Jump & Rock’n Roll. Ricordo la mia emozione davvero incontenibile… Era uno dei miei primi concerti con gli Honkers davanti a tantissima gente, in un contesto di festa, ma purista e severo. Mi divertii davvero e cantando allentai la tensione da esibizione al Summer Jamboree… L’avventura al Summer non terminò quella sera. Due sere dopo, ebbi la possibilità di esibirmi sul palco principale, insieme alla Abbey Town Orchestra diretta dal giovane Mirko Cisilino, una Big Band friulana pazzesca! Sul palco, prima e dopo di me, si esibirono grandi nomi del Jump e del Blues internazionali, e tra gli italiani, fu ospite Renzo Arbore. Una serata di grandissima musica, indelebile nei miei ricordi.

Con gli Honkers ci sono stati numerosi concerti e la partecipazione ad altri festival, il Vintage Roots Jumpin’ Night a Milano, per esempio, tante serate danzanti e molta festa.

Contemporaneamente al mio ingresso negli Honkers, entrai a far parte dei Clips, la storica band Rock’n roll del cuneese, nata almeno 25 anni fa, ma io fui l’ultima cantante. Tra i fondatori lo storico Coki Canavese, batterista e poi Vintage Dj. In quel contesto mi avvicinai ad Elvis Presley, Little Richard, Jarry Lee Lewis, Chuck Berry, Buddy Holly, Gene Vincente, Carl Perkins, Bill Haley & His Comets, Wanda Jackson, Eddie Cochran e Johnny Burnette. Insomma, studiai moltissimo i loro brani, e lavorai alacremente sulla pronuncia rapida e un po’ mangiucchiata dello slang americano…

Fu un periodo molto divertente, oltre che una bella scoperta musicale e una rivitalizzante iniezione di energia!

L’avventura con gli Honkers e i Clips ebbe termine intorno al 2018. Si sa, le band nascono con entusiasmo, producono live e bella musica, ma con altrettanta facilità si sciolgono. Senza motivazioni apparenti. Semplicemente si esaurisce il loro ciclo vitale. Così, quasi naturalmente, senza pensarci troppo, proprio quell’anno nacquero i Kasters, su proposta dell’amico bassista Marco Castellano, già storico ex bassista dei Clips e ora attuale contrabbassista di Ivan Wildboy. Marco volle nei Kasters Olli Rocca, chitarrista dei Clips, Andrea Peracchia, batterista metal rock saluzzese e la sottoscritta alla voce.

Dal 2018 con i Kasters abbiamo suonato tantissimo, dalle Langhe a Montecarlo, passando per la Liguria e tutto il cuneese. La dimensione live è ovviamente quella che preferiamo, con la costante presenza dei ballerini che ci seguono e animano i nostri concerti, con la loro preziosa e divertente presenza. Ma ci piace molto anche la dimensione dello studio di registrazione. Abbiamo infatti inciso alcuni brani presso la Scuola di Alto Perfezionamento Musicale con Mauro Tavella in regia e realizzato un bel videoclip grazie a Roberto Giordanengo.

Oggi alcuni componenti sono cambiati: alla batteria c’è Giorgio Mattiauda e al contrabbasso Gianluca Martini, già contrabbassista degli Honkers, preceduto da Paolo Rivoira, che ha suonato con noi alcuni anni. La band è affiatata, abbiamo tutti parecchia esperienza e ancora tanto entusiasmo.

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