Quando mi sono imbattuta nel personaggio di Galatea, una delle protagoniste di Donne che comprano fiori di Vanessa Monfort, ero un po’ scettica. Galatea è una donna bellissima, una sorta di Femme Fatale, che attrae a sé schiere di uomini per il solo gusto di sedurli e poi li abbandona, annoiata, infastidita dalle loro attenzioni, con un atteggiamento piuttosto snob. L’autrice non ha volutamente lasciato che trasparisse alcun segnale di fragilità nel personaggio. L’ha presentata come una donna sicura di sé, a tratti poco elegante nei modi e nel linguaggio, sempre curata e alquanto intelligente. Agli occhi delle altre quattro protagoniste, appare come un faro irraggiungibile nel mare delle relazioni con la sfera maschile. Le altre compagne, Marina, Victoria, Aurora, Casandra, la ammirano e vorrebbero essere come lei, così libera, civettuola e divertente. Il Giardino dell’Angelo, gestito da Olivia, donna matura dai capelli rossi e occhi azzurri, che sa comprendere e curare le persone esattamente come fa con i fiori, rappresenta per questo gruppo di quarantenni un rifugio sicuro, un’oasi di pace, una tana in cui andare in letargo per quanto sia estate.
In una sola scena del romanzo Galatea abbandona i suoi abiti da Femme fatale per raccontare le sue fragilità di donna ferita nel profondo. Si tratta di una intima confidenza che si concede di affidare a Marina, la più ingenua e apparentemente fragile delle protagoniste. Ecco, in questo momento Galatea mi è parsa completamente autentica e mi ha ispirato una canzone che ho intitolato semplicemente Galatea. Un viaggio nel mondo dell’amore ferito, che affronta la delusione e la rinascita attraverso la riscoperta dell’amore per noi stessi. Musicalmente mi sono lasciata ispirare dalle belle canzoni composte da una delle più grandi cantautrici di sempre, Carole King, ma anche da tanta musica italiana d’autore. Il tutto ha dato vita ad una canzone piacevole ed intensa, almeno credo. Poi sarete voi a confermarlo o meno. Nel caso, fatemi sapere che ne pensate!

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